Carteggi di Psicologia

Il tirocinio e le competenze dello Psicologo

Tirocinio: una opportunità o una perdita di tempo?

autore: Roberto Noccioli

Qualche giorno fa mi è capitato di leggere un articolo pubblicato su torino.repubblica.it dal titolo <<Torino, la protesta degli studenti di Psicologia: “Basta tirocini farlocchi>>. Il titolo mi ha riportato ai tempi dell’Università, quando, con un gruppo di studenti che si riconosceva sotto il nome di Articolo Uno ragionavamo e tentavamo di diffondere l’idea che la laurea in Psicologia dovesse essere un percorso professionalizzante. Come tale, saremmo dovuti uscire dall’Università con delle competenze specifiche e la possibilità di poter esercitare a pieno titolo la professione. Il tirocinio, allora esclusivamente svolto post lauream, era il momento principe in cui avremmo dovuto sperimentare e mettere in pratica le conoscenze acquisite durante il percorso di studi. Purtroppo il tirocinio svolto non sempre dava questa possibilità ed in molti casi non permetteva di sviluppare quel saper fare che i neolaureati in psicologia si aspettavano di ottenere.

La protesta dei giovani colleghi di Torino da un lato mi ha ricordato quella voglia di cambiare le cose che avevamo allora, dall’altro mi ha lasciato un senso di rabbia e sconforto legato al fatto che sono passati esattamente vent’anni dalle prime riunioni di Articolo Uno (in cui si affrontavano tematiche che non nascevano certo nel 1997), ma sembra che poco sia cambiato. Continua la protesta, i tirocinanti in psicologia continuano a svolgere in alcuni casi tirocini al limite del ridicolo e della svalutazione individuale e professionale. Continuano però anche ad esserci studenti che hanno voglia di cambiare le cose, utilizzando gli unici strumenti a loro disposizione: far sentire la propria voce.

Più silente è quello che accade ai tirocini degli specializzandi in psicoterapia, già professionisti iscritti all’albo, si muovono alla ricerca di un tirocinio che copra le 200 ore di pratica previsto per portare a compimento il percorso di studi. I problemi che ci si trova ad affrontare sono vari, tra questi quelli a mio avviso rilevanti sono la scarsa disponibilità di posti, la (in)coerenza con il proprio percorso formativo, l’effettiva acquisizione di competenze, ancora la coerenza tra quanto previsto dal progetto di tirocinio e l’attività effettivamente svolta.

La soluzione del problema viene rimandata all’Università, all’Ordine Professionale, alle scuole di specializzazione o ai tirocinanti stessi (in alcuni casi accusati di non “avere voglia” di adoperarsi per svolgere adeguatamente il tirocinio). E la comunità degli psicologi? che fa? Anche essa delega alle istituzioni?. Forse però ci dovremmo interrogare sul fatto che un tirocinio fatto male sia un danno non solo per chi lo svolge, ma per tutta la comunità. Un professionista che si propone sul mercato non adeguatamente preparato crea un danno di immagine alla professione, danno di immagine di cui siamo tutti responsabili. In quest’ottica, quando un gruppo di studenti chiede maggior attenzione e controllo rispetto alle proprie attività di tirocinio, la comunità professionale dovrebbe sostenerli. Ogni volta che un professionista esperto si prende la responsabilità di formare un tirocinante, dovrebbe ricordare che sta prendendo un impegno non solo con quella persona, ma con tutta la comunità e che quel lavoro contribuirà ad arricchire o impoverire l’immagine che socialmente si ha della professione.

 

Spunti di riflessione

Legge n. 56 del 18 febbraio 1989 (Ordinamento della professione di Psicologo)

Decreto Ministeriale del 13. 1. 1992 n. 239 (Regolamento recante norme sul tirocinio pratico post-Lauream)

Art. 8, comma 2 del  Decreto MIUR n. 509 del 11 dicembre 1998 (Regolamento recante norme per il riconoscimento degli istituti abilitati ad attivare corsi di specializzazione in psicoterapia ai sensi dell’ articolo 17, comma 96, della legge 15 maggio 1997, n. 127).

Ciofi R., (2013), “Le competenze dello psicologo”, in psychiatryonline.it

Consiglio C., Noccioli R., Borgogni L., (2009) “Neolaureati, la clinica, ma non solo”   in “, Notiziario dell’Ordine degli Psicologi del Lazio” 4/5 2009

 

 

 

 

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