Lutto, emozioni e terapia

Il lutto, inatteso o meno, ha grandi ripercussioni nel quotidiano e nella vita emotiva delle persone che rimangono; a volte il ritornare in carreggiata non è facile.

T.M. racconta la sua esperienza:

“La morte ti spiazza, ti distrugge e ti annienta. È un evento imprevedibile, ma comunque definitivo, che non ti lascia scelta. Il dolore che provoca è immediato e netto all’inizio, ma poi si diluisce e si insinua subdolo nella quotidianità. È una sensazione che non ti lascia scampo, che ti impone di ritornare al passato nell’illusione disperata che sia tutto come prima, che la persona persa non è persa, ma che semplicemente non è successo; la morte non è avvenuta.

I sensi di colpa si trasformano in “sto bene”, “non ho niente” e lentamente te la prendi con te stessa, in modo poco chiaro inizi a mangiare di più o vestirti male, oppure inizi a non voler vedere più nessuno. Stai rifiutando il mondo e la realtà perché ora è tutto difficile, perché ora non ti piace, hai perso il tuo equilibrio e sei in cerca di un sistema nuovo, che non ti faccia stare male.

In un modo o nell’altro ti senti abbandonato, hai bisogno di vicinanza, sei più sensibile all’abbandono, al rifiuto.

Si instaura un ingarbugliamento di emozioni e di situazioni, ad un tratto sei diversa, sei più fragile, più ansiosa, hai la necessità di controllare, se è possibile anche più di prima. Tutto deve andare bene ed esattamente come tu hai definito, bias e selezione delle informazioni tendono a confermare che anche le persone intorno a te se ne vogliono andare, ma questa volta per loro scelta. Si avvicina la sensazione di rifiuto, di fallimento, di incapacità e di solitudine. Hai come bisogno di coccole, di calore umano, di condivisione.”

                                                                                                                   T. M. 

Con la perdita della persona amata, si va incontro a una mancanza di equilibrio, ad uno scombussolamento del senso di sé e della propria Coerenza Interna. (F. Lambruschi, L. Battilani 2014)

Il lutto impone una revisione, una messa in discussione del proprio sé.  La mancanza di un altro, affettivamente significativo, che confermava il personale modo di essere e di provare emozioni, denuncia un vuoto sia temporale che fisico, un vuoto che rende instabile la struttura della persona stessa.

“Parti di me che avevo bisogno fossero confermate, fino ad ora sono state confermate così bene da te, ma ora non ci sei più!!”.

Nella strutturazione, nel mantenimento e soprattutto nella rottura di un legame si sperimentano emozioni forti, ci si sforza, si dedica tempo ed energie per raggiungere e ricostruire un equilibrio interno e un senso di sé. (Bolby, 1979)

Per questi motivi, in alcuni casi, per elaborare un lutto si ricorre al rapporto psicoterapico.

Con il supporto di un esperto si tenta dunque di far emergere i ricordi, di rendere manifesta alla persona addolorata la presenza nel proprio pensiero della perduta persona amata, per comunicare e condividere il ritorno di episodi ed eventi nella mente. In modo da ristabilire un contatto e favorire i processi di mentalizzazione che permettono il fluire di emozioni come rabbia, paura, ma anche gioia nel ri-provare la vicinanza.

Con la memoria si ritorna ai giorni passati insieme, ai momenti piacevoli ed a quelli difficili e si ripercorre l’ultimo periodo, il momento precedente alla morte e la morte stessa.

La riorganizzazione sperata e ricercata, l’elaborazione del lutto, quindi, passano per un inserimento del defunto nella memoria e nella storia della persona rimasta.

La presenza della persona scomparsa da esplicita diventa implicita, da esterna diventa interna, ma con una funzione che comunque è di conferma del senso di sé e della propria coerenza interna.

Il lutto, quindi, viene mediato dalla strutturazione di una reintegrazione della persona estinta.

 

Bibliografia

Furio Lambruschi, Linda Battilani “La funzione del lutto nel mantenimento della coerenza sistemica del sé.” xv “Convegno Di Psicopatologia E Psicoterapia Post-Razionalista “Continuità, Cambiamento, Coerenza Sistemica E Complessità” Siena, Venerdì 23 Maggio 2014

Bowlby J. 1979. The making and breaking of affectional bonds. Tavistock, London. Costruzione e rottura dei legami affettivi, Raffaello Cortina Editore, Milano 1982.

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