Fluidità di genere

Fluidità di genere e non binarismo alcune definizioni 

Come vi avevamo promesso nell’articolo precedente Ognunə la sua identità”, avremmo trattato il tema delle identità di genere non binarie in maniera più dettagliata, prendendo in considerazione i diversi tipi di identità di genere e fornendo uno spazio di approfondimento per ognuno di esso. 

Ricapitolando: il non binarismo di genere, nel quale ad esistere non sono solo i generi donna e uomo (binarismo), ma ci sono diverse sfumature e l’identità in questo costrutto viene considerata un elemento fluido (fluidità di genere), su un continuum che vede alle due polarità le categorie uomo/donna, e tra di esse tantissime altre definizioni di genere. 

Il genere non binario è anche noto come “genderqueer” e in questa definizione dell’identità esistono diverse categorie, proviamo a descriverne qualcuna e a fare maggiore chiarezza. 

  • Genderqueer: è sostanzialmente un sinonimo di persona con identità non binaria. Molte persone genderqueer non si riconoscono nel genere assegnatogli alla nascita (di solito come conseguenza del sesso biologico) e si definiscono a volte (anche) transgender. 
  • Genderfluid: rappresenta un’identità di genere che può oscillare lungo tutto il continuum di genere, variando nel tempo. Una persona genderfluid può in qualsiasi momento identificarsi come uomo, donna e/o neutra o qualsiasi altra identità non binaria. 
  • Agender, Genderless o Neutrois: Vuol dire che la persona in questione sente e dichiara di avere un’identità di genere non binaria in e/o di non avere un’identità di genere e/o di avere un’identità di genere neutra. 
  • Bigender: può essere tradotto letteralmente come “doppio genere”. Vuol dire sperimentare nel dettaglio entrambe le due identità di genere, sia contemporaneamente che separatamente. 

Queste sono solo alcune delle diverse identità di genere non binarie, vedremo nei prossimi articoli di approfondirne altre, essendo queste identità in continua evoluzione, è bene utilizzare le definizioni e le categorie sapendo che esse sono convenzionali e momentanee. 

Molti si chiedono se sia necessario particolareggiare e creare definizioni così peculiari e di conseguenza sempre in numero crescente di identità di genere, sottolineando le criticità e la confusione che possono andare a generare. 

Credo che in una società che non riconosce ogni persona e toglie quindi dignità e “esistenza” ancora a molti, non riconoscendo ogni individuo nella sua autodeterminazione e definizione, nonché espressione della propria identità, sia ancora necessario particolareggiare in questo modo, con l’auspicio di giungere ad un pieno riconoscimento di ogni essere umano e quindi al conseguente decadimento dell’esigenza di creare etichette ancora necessarie. 

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