Carteggi di Psicologia

Il cambiamento: perché è così difficile

“Vorrei essere più felice”

“Desidero cambiare questo lato di me, ma non ci riesco”

Pubblicità
clicca qui

“Ho chiesto aiuto perché mi circondo sempre delle stesse situazioni dolorose”

Questi sono esempi di esternazioni che, seppur nascano da gradi diversi di consapevolezza, hanno in comune la stessa radice emotiva: la difficoltà ad avviare un cambiamento interiore.

La mia riflessione nasce dall’osservazione di tutti quei comportamenti, apparentemente irragionevoli, che acquistano senso nel momento in cui vengono letti all’interno del contesto di appartenenza. Pensiamo al pesce, quando è fuori dall’acqua si muove in maniera scomposta e solamente quando entra in un contesto acquoso compie movimenti più sensati agli occhi di chi lo guarda.

Personalmente, rifletto sempre più spesso su quante volte il terapeuta lavora con i familiari del paziente, quelli che sono assenti all’interno della stanza di terapia, ma che sono presenti nella sua testa.

Sotto questo punto di vista, la famiglia è intesa come quell’insieme di relazioni significative che hanno caratterizzato l’infanzia di ognuno di noi e che rappresentano, ad oggi, il nostro mare.

Se un comportamento ci fa soffrire, perché continuiamo ad agirlo?

Quando si è bambini, si ha un bisogno che prevale in assoluto su tutti gli altri e che corrisponde al BISOGNO DI VICINANZA alle persone più care, intese come i genitori o gli adulti maggiormente significativi. E’ un bisogno vitale, innato, di sopravvivenza. Pur di appagarlo, il bambino è disposto a qualsiasi cosa, motivo per cui troverà la strategia relazionale più funzionale al suo soddisfacimento, mettendola in atto e ripetendola nel tempo laddove funzioni.

Questa strategia diventa quindi una base sicura, la fonte della sua sicurezza, parte integrante di sé, del proprio sentire e del proprio essere nel mondo. Sarà la stessa che lo vedrà crescere e che lo guiderà per tutta la vita.

Quel bambino, una volta diventato adulto, si ritroverà a vivere dinamiche relazionali simili a quelle vissute durante la sua infanzia e che lo metteranno nella condizione di sentirsi al sicuro, ancora una volta, solamente agendo quella stessa strategia. Cambiarla equivale, inconsapevolmente, a tradire la vicinanza emotiva dalle sue figure di riferimento, verso cui si è invece estremamente leali, come a sancire un patto d’amore tacito e indiscutibile.

Il nostro comportamento è un dono d’amore

Per poter cambiare è necessario riconoscere la funzione originaria di quel comportamento, dar voce alla ragione d’amore da cui è mosso, comprendere profondamente che quella strategia relazionale, oggi, non ci occorre più e che, se un tempo ci è stata funzionale, oggi ci apporta sofferenza.

Ma quali sono le motivazioni profonde, cos’è che muove il nostro agire nel mondo? Potremmo racchiudere alcune di queste motivazioni in frasi come:

“Se sono come tu mi vuoi, tu mi sarai più vicino”

“Se mi comporto come ti comportavi tu, tu mi amerai di più”

“Se tratto me stesso come mi trattavi tu, tu sentirai quanto ti amo”

“Se ti faccio vedere quanto sono diverso da te, tu capirai che ho ragione e mi amerai di più”

“Farò in modo di comportarmi al tuo esatto opposto, così capirai quanto avevi torto e alla fine mi amerai”

Queste ragioni si muovono sotto traccia e sono rivolte alla famiglia che ci portiamo in testa, ai genitori che abbiamo interiorizzato e che quasi mai corrispondono fedelmente a quelli reali.

Per concludere

Riflettere sulle ragioni profonde che stanno dietro i comportamenti aiuta a comprendere quanto non sia semplice cambiare, ma anche quanto sia possibile farlo.

Abbracciare la consapevolezza che si agisce per somiglianza o per opposizione e che l’obiettivo per entrambi i processi è sempre quello di sentirci affettivamente più vicini alle nostre figure di riferimento, accompagna a scegliere di trovare strategie ad oggi più funzionali per garantirci quella stessa vicinanza.

Al di fuori della strategia adottata finora, in quale altro modo possiamo amare e sentirci amati dalle persone per noi più significative? Esplorando le nostre possibilità, potremmo scoprire di possederne più di quante ne immaginavamo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *